VASCHE MONOLITICHE

VASCHE
MONOLITICHE

GENERALITÀ

Le vasche monolitiche, cilindrica e rettangolare, sono realizzate in cemento ad alta resistenza meccanica, armati e vibrati (c.a.v.); la capienza varia da 400 litri a 25.000 litri. Le pareti delle vasche hanno spessore medio di 8 cm e 10 cm.

CAMPI D’IMPIEGO

Le vasche monolitiche trovano impiego in numerosi campi:

  • vasche antincendio;
  • recupero dell’acqua piovana per usi civili, agricoli ed industriali;
  • impianti di prima pioggia;
  • accumulo liquami;
  • stoccaggio acque reflue industriali e civili.

SOLUZIONI SU MISURA

  • Tutti i sistemi possono essere prodotti secondo le specifiche del cliente. Il personale tecnico MECV è a disposizione dei progettisti e direttori di lavori per offrire le soluzioni migliore.
  • Trattamento epossidico interno.
  • Trattamento interno certificato per uso alimentare con impiego di resina epossidica bicomponente.

APPROFONDIMENTI:
IL RECUPERO DI ACQUA PIOVANA

Il recupero dell’acqua piovana, attraverso le vasche monolitiche, rappresenta una valida soluzione allo spreco, alla scarsità e ai crescenti costi d’approvvigionamento, infatti, permette di risparmiare più del 50% sui consumi.
Per raggiungere tali obiettivi sono necessari il cambiamento della prassi progettuale dei tecnici e l’assunzione di nuovi comportamenti d’uso della risorsa acqua da parte degli utenti.

Gli utilizzi in ambito domestico dell’acqua così ottenuta sono:

  • annaffiatura delle aree verdi pubbliche o condominiali e lavaggio delle aree pavimentate;
  • autolavaggi, intesi come attività economica;
  • usi tecnologici e alimentazione delle reti antincendio;
  • alimentazione delle cassette di scarico dei w.c.;
  • alimentazione di lavatrici (se a ciò predisposte);
  • distribuzione idrica per piani interrati e lavaggio auto;
  • usi tecnologici vari, come ad esempio, sistemi di climatizzazione passiva e/o attiva.

L’acqua piovana non contiene calcare né cloro ed è ottima nei seguenti impieghi:

  • per le pulizie (grazie all’impiego di acqua meno calcarea, si riduce l’impiego di detersivo);
  • per gli elettrodomestici (l’assenza di calcare mantiene pulite le parti interne, diminuendo usura e il consumo di elettricità);
  • per gli scarichi del w.c.(dove non si ha la formazione di calcare);
  • per il giardinaggio (l’assenza di cloro è benefica per la flora batterica del terreno e per le piante stesse).

Sono notevoli anche i benefici nella sfera pubblica:

  • si evita il ripetersi di sovraccarichi della rete fognaria in caso di precipitazioni di forte intensità;
  • aumenta l’efficienza dei depuratori nei casi dove le reti fognarie (bianca e nera) non siano separate, sottraendo quote di liquido che, nel diluire i quantitativi di liquami da trattare, ridurrebbero l’efficacia della fase biologica di depurazione;
  • si trattiene o disperde localmente l’eccesso d’acqua piovana che non viene assorbita dal terreno a livello urbano, risparmiando i potenziamenti delle reti pubbliche di raccolta.

Alcune amministrazioni comunali hanno allo studio forme di incentivazione (sconto sugli oneri di urbanizzazione) per quanti adottino sistemi di recupero e riciclaggio delle acque piovane.

RETE DUALE PER
EDIFICI NUOVI O
ESISTENTI

Sul territorio oggetto d’intervento di una rete duale di uso collettivo gestita da Ente pubblico o privato, come prevista dal D.Lgs. 152/06, è ammesso l’immissione di una parte dell’acqua recuperata all’interno della rete duale, come uso compatibile, secondo le disposizioni impartite dal gestore. Il livello di prestazione per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente è da ritenersi uguale a quello delle nuove costruzioni, ma è sufficiente garantire un uso compatibile esterno (se l’edificio dispone di aree pertinenziali esterne). Le prescrizioni da osservare per la raccolta delle acque meteoriche sono le seguenti:

  • per l’urbanizzazione dei nuovi comparti edificatori, i piani attuativi dovranno prevedere, quale opera di urbanizzazione primaria, la realizzazione di apposite cisterne di raccolta dell’acqua piovana, della relativa rete di distribuzione e dei conseguenti punti di presa per il successivo riutilizzo, da ubicarsi al di sotto della rete stradale, dei parcheggi pubblici o delle aree verdi e comunque in siti orograficamente idonei. La quantità di acqua che tali cisterne dovranno raccogliere dipenderà dalla massima superficie coperta dei fabbricati da realizzarsi nell’intero comparto e non dovrà essere inferiore a 50 l/m2;
  • l’acqua proveniente dalle coperture dovrà essere convogliata in apposite condutture sottostanti la rete stradale, predisposte in occasione dei rifacimenti di pavimentazione o di infrastrutture a rete, comprensive delle relative reti di distribuzione e dei conseguenti punti di presa.

L’ACQUA PIOVANA NON È POTABILE

In questa sede vogliamo informare che l’acqua piovana non è potabile poiché potrebbero esserci dei contaminanti, quali:

  • sostanze presenti in atmosfera e che verranno raccolte dall’acqua (il fenomeno delle “piogge acide”);
  • sostanze rilasciate dai materiali che compongono i sistemi di raccolta e di stoccaggio delle acque;
  • sostanze presenti sulle coperture e sulle superfici destinate alla raccolta della pioggia (foglie, fango, etc).

DIMENSIONAMENTO DELL’IMPIANTO

Il corretto dimensionamento dipende da due elementi: dalla possibilità di recupero dalla piovosità e dalla superficie di raccolta di cui si dispone e dalla necessità d’impiego individuali.
Nello schema di seguito è possibile calcolare il bacino di raccolta più adatto.

1 – STIMA VOLUME DI ACQUA PIOVANA IN UN ANNO
2 – STIMA DEL FABBISOGNO
3 – LA VOSTRA VASCA
4 – IL VOSTRO RISPARMIO